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7° Rally Storico Campagnolo: finale col botto! Vince Da Zanche con Belfiore

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 1 Maggio 2011 alle 16:50 | 0 commenti

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Rally Storico Campagnolo  -  Isola Vicentina, 30 aprile 2011. Lucio Da Zanche in coppia con Romano Belfiore si aggiudica per la seconda volta il Rally Campagnolo. Costenaro tenta il tutto per tutto nell'ultimo tratto cronometrato ma è costretto al ritiro a causa di una toccata. Alberto Salvini e Patrizio Salerno sono secondi dopo una grande gara e Giampaolo Basso in coppia con Paolo Scattone completano il podio.

Non sono bastate le emozioni vissute durante tutto l'arco della gara: nell'ultima speciale la "Cima 2" Giorgio Costenaro attardato di un secondo e mezzo ha tentato il tutto per tutto ma a circa metà prova la sua Lancia Stratos si è intraversata a causa di una toccata bloccando il transito delle vetture che stavano per sopraggiungere. Prova sospesa, equipaggio incolume e conferma della vittoria per Lucio Da Zanche che bissa quella ottenuta nell'edizione 2009 dopo aver comunque collezionato un brillante secondo assoluto lo scorso anno alle spalle di un pilota del calibro di Gianfranco Cunico. Il valtellinese in coppia da quest'anno con Romano Belfiore ha recuperato lo svantaggio di quindici secondi con una grande prestazione nella ripetizione della "Recoaro" e si è portato al comando costringendo Giorgio Costenaro a giocarsi il tutto per tutto negli ultimi sette chilometri. Chi poteva ancora dire la sua era Alberto Salvini che si trovava a quindici secondi e anch'egli era partito molto forte ma il tempo imposto decretato a seguito della sospensione gli ha comunque confermato una ottima seconda posizione assoluta che eguaglia quella ottenuta ad Isola Vicentina nel 2008. Completa il podio il vincitore della prima edizione del Rally Storico Campagnolo, Giampaolo Basso in coppia con Paolo Scattone .Tutti i primi tre equipaggi erano alla guida di Porsche 911 RSR gr. del 2° Raggruppamento.
Il 3° Raggruppamento, quello delle vetture più recenti va alla Porsche 911 Sc gr.4 di Andrea Stefanacci e Paola Valmassoi molto regolari e autori di una gara senza sbavature. Anche il 1° Raggruppamento è appannaggio di una vettura di Stoccarda: su un modello 2.0 S Mario Morando in coppia con Giuseppe D'Angelo è stato autore di una entusiasmante sfida con l'Alpine Renaulta A110 di Luigi Capsoni ed Angelo Pastorino finiti secondi.
Tra le vetture iscritti al Challenge Rally Autostoriche si registrano i successi di Alvise Scremin e Marco Comunello tra le A112 Abarth, di Nicholas Montini e Michele Ognibeni nell'Opel Challenge e di Ernesto Ziglioli ed Alberto Calza tra le Lancia HF. Concludono il rally sessantadue delle centoundici vetture partite.

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1 ora e 42 minuti fa da kairos
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Domenica 25 Settembre alle 15:46 da pachiara9
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C'è in effetti di che sorprendersi, e molto, che questa scia postcrack - che ha avvolto Vicenza e il suo territorio di competenza (Veneto, Friuli, etc.), ma soprattutto Vicenza città e provincia- sia rimasta buia e pressochè silenziosa. Si dice qui sopra, correttamente, che un danno così ingente ed economicamente massacratorio, inferto a tantissimi, avrebbe dovuto far suonare le famose trombe capponiane della "rivolta" determinata da parte di tutti coloro che a vario titolo sono stati beffati. E invece, appunto, poco o niente. Sulle ragioni di questa, chiamiamola eufemisticamente, apatia vicentina vengono elencate alcune cause, senz'altro plausibili, ma che non danno una risposta esauriente. Una risposta che rimane parziale. A parte quello sparuto gruppo di soci penalizzati che hanno alzato forte la voce - e lo stanno ancora facendo - tutti gli altri soci silenti o rassegnati costituiscono per me un mistero. Non si riesce a capire un simile atteggiamento direi "omertoso sui generis". Nè purtroppo riesco a trovare altre ragioni di tali comportamenti. Un vero e proprio mistero, senz'altro un rompicapo, questa assuefazione patologica che fa da pandant con quell'assuefazione altrettanto patologica dimostrata nel corso del ventennio zoniniano, quando nessuno (a parte pochi casi, rapidamente tacitati o minacciati) chiedeva di approfondire la gestione del dominus vinaiolo. Un padre-padrone a cui deferenza e obbedienza cieca erano dovute per volere divino (Bacco nel caso nostro!). Anche questo rimane un mistero! Quando verrà svelato?
Forse mai, rimarrà sepolto ai piedi di Monte Berico.

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