Quotidiano | Categorie: Politica, Storia

25 aprile: le radici della nostra libertà nel volantino del Pd di Vicenza

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 25 Aprile 2017 alle 08:29 | 6 commenti

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Il testo del volantino PD Città di Vicenza che verrà distribuito in piazza dei Signori: 1945 - 2017, Bella ciao, Vicenza

Il 25 Aprile, festa della Libertà e festa della Liberazione, il Partito Democratico della Città di Vicenza, decorata di Medaglia d'Oro per la sua partecipazione alla Resistenza, si unisce alla commemorazione della Patria che è riuscita a riscattarsi assieme alle forze che in Europa si sono battute contro il nazifascismo. E' sul 25 Aprile, su questa data, che si fonda, anzitutto, la nostra Repubblica. Noi oggi celebriamo i tanti eroi che hanno donato la loro vita per la nostra libertà, dai 77 deportati dal carcere di S. Biagio al lager di Mauthausen e di cui solo 4 ritornarono, ai "piccoli maestri" del capitano Toni Giuriolo, alle donne che hanno affrontato la tortura come Maria Setti o la prigionia come le Fraccon.

I loro ideali erano ben diversi da quelli dei combattenti della RSI caduti per una causa sbagliata, servendo i nazisti occupanti del nostro paese, autori di stragi inenarrabili e torturatori dei nostri fratelli migliori.

Il 25 Aprile è quindi anche l'occasione per ringraziare tutti coloro che furono gli artefici di quel periodo sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro Paese, che ci ha fatto risorgere dalla barbarie del nazifascismo e della guerra.
La Resistenza non fu soltanto conflitto armato per abbattere il regime e l'invasore, ma anche riflessione e dibattito su ciò che sarebbe diventato il nostro Paese una volta che fosse stata riconquistata la pace e con essa le libertà annientate per tutto il ventennio. Ci fu a partire dalla Resistenza una riflessione politica costruttiva di cui si giovò poi l'Assemblea Costituente nell'elaborazione della nostra Costituzione di cui siamo prossimi a ricordarne il 70° anniversario.
Nella Costituzione, nel patriottismo costituzionale, troviamo le radici dell'identità nazionale con il recupero delle libertà perdute e con la conquista di nuovi diritti che per vent'anni erano stati negati.
Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali che sono una piaga aperta nel corpo del Paese.
Essa significa essere a fianco della Francia e degli altri Paesi colpiti dal terrorismo islamico nella comune adesione agli irrinunciabili principi di libertà.
Significa continuare a reclamare verità e giustizia per Giulio Regeni rapito, torturato e ucciso al Cairo.
Significa essere consapevoli che essa, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte. E' un patrimonio che ci è stato consegnato e che, nel volgere di mutamenti epocali, dobbiamo essere capaci di trasmettere alla generazioni future. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza.
Viva Vicenza con la sua Medaglia d'Oro. Viva la Repubblica. Viva l'Italia.
Partito Democratico Città di Vicenza - 25 Aprile 2017


Commenti

Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 09:08

Ma è stato realizzato quanto sperato?
Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 15:03

La foto è data 28 aprile 1945, gli americani a Ponte Alto in comune di Creazzo, lungo la strada ferrata delle FTV. Vicenza, la sua seconda medaglia d'oro, il Veneto non c'entra con il 25 aprile 45. Data "milanese" anticipata per motivi politici, militari e di confine che i comunisti TITINI dell'est, andavano spostando verso Udine, Portogruaro e altro per occupare la zona prima dell'arrivo degli anglo americani a Trieste. Castelfranco fu liberata nel maggio 45; la Valdastico e Pedescala subito dopo. Mentre a Milano festeggiavano, dalle nostre parti si moriva. Amen. E' necessaria una chiarezza STORICA.
Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 15:48

Magari ricordare anche Enrico Busa, reduce dai campi di concentramento in Germania, ex socialista che poi segue le orme di Saragat diventando il leader locale del PSDI? Forse perché, Enrico Busa ha sempre dimostrato grande antipatia nei confronti dei comunisti che la città si è dimenticata di lui?
Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 15:57

Sorte quella di Enrico Busa toccata anche a Mario Dal Pra, che con Antonio Giuriolo fu tra i primi a schierarsi nell'antifascismo (30 luglio 1943) e poi fu partigiano (condannato due volte) nelle fila del Partito d'Azione.
Poi non bisogna dire che l'ANPI è di parte!
Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 16:14

E' vero Kairos, li ho conosciuti tutti e tre, solo che Enrico Busa mi è rimasto nel cuore perché ho avuto un rapporto lungo e costante (di amicizia), mentre con gli altri due ho avuto una conoscenza di rito. Enrico mi raccontò che fuggì da Dachau con un Ebreo tedesco (che mi presentò anche)...ma all'epoca correvo per altri problemi. Mi piacerebbe che in città qualcuno si ricordasse bene di lui, per scrivere un pezzo di storia. Era una bella persona. E' una vergogna che l'amministrazione comunale si sia dimenticata di lui...a furia di rottamare ... i sostituti dei rottamatori sono privi di memoria storica.
Inviato Martedi 25 Aprile 2017 alle 18:45

Kairos, una precisazione di obbligo, l'unico conosciuto bene è stato Busa, Giuriolo e Dal Pra con conoscenza di rito, intendo storica, nel corso delle mie ricerche sull'internamento e deportazione...
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