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"Dimesso" Iorio da Ad BPVi, Gianni Mion: "con molta pazienza e buona sorte usciremo dalla palude". Fabrizio Viola probabile nuovo Ad a Vicenza con "vista" anche su Montebelluna

Aggiornamento alle 11.59 Oggi Francesco Iorio ha lasciato la carica di Ad e dg della Banca Popolare di Vicenza, in cui si era distinto, oltre che per un ingaggio alla Higuain da pre crisi juventina, per piani e contropiani mai andati a buon fine, e avrebbe accettato la sfida immane di salvare quel che resta della fu Popolare vicentina Fabrizio Viola, che in passato era stato ai vertici della BPVi da cui era uscito, così come fece Luciano Colombini, uno degli altri nomi fatti come successore dell'ex ad Ubi, rifiutando i metodi di Gianni Zonin. Avevamo anticipato il 24 novembre questa ipotesi riprendendo quanto scritto da Stefano Righi il 21 su Il Corriere economia facendo riferimento alla persistente ritrosia di Iorio a farsi da parte dopo che Beniamino Anselmi, dopo essersi dimesso da presidente del Cda di Veneto Banca non condividendo la volontà del Fondo Atlante di voler fondere le due ex Popolari venete, aveva lasciato anche le cariche di Consigliere di Veneto Banca, della controllata Banca Apulia e del partecipato consorzio SEC Servizi.

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BPVi, Francesco Iorio si è dimesso il 4 dicembre. Il sostituto sarà scelto dal cda il 6 dicembre

ArticleImage Banca Popolare di Vicenza comunica che il Consiglio di Amministrazione della Banca ha preso atto delle dimissioni rassegnate da parte del dottor Francesco Iorio il 4 dicembre. Iorio, Amministratore Delegato e Direttore Generale dal giugno del 2015, ha guidato la Banca in uno dei momenti più difficili della sua storia, che ha visto la trasformazione in S.p.A. e il riassetto della struttura azionaria. Iorio ha avviato, con il determinante sostegno del Fondo Atlante, un complesso processo di ristrutturazione e rilancio della Banca. Il Consiglio di Amministrazione ha espresso il proprio unanime e convinto ringraziamento, apprezzando l'alta qualità del lavoro svolto e la competenza, la trasparenza e l'impegno con cui Francesco Iorio ha guidato la Banca.

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Banca Popolare di Vicenza, si è dimesso Francesco Iorio. Ipotesi Fabrizio Viola alla guida della banca post fusione

ArticleImage L'amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, si è dimesso. E' quanto apprende l'ANSA. Si guarda poi già alla banca che nascerà dalla fusione tra Popolare Vicenza e Veneto Banca e secondo il Corriere della Sera Fabrizio Viola, ex amministratore delegato di Mps, potrebbe essere chiamato da Atlante a guidarla.

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Renzi si è dimesso dopo aver telefonato a Mattarella e aver detto "No" a un governo bis, il video di La7. Il Fatto: la road map per un nuovo governo con nomi e ipotesi

Le dimissioni di Renzi in video su La7

IlFattoQuotidiano.it riassume in modo essenzialmente tecnico i prossimi passi dopo la telefonata di Matteo Renzi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e dopo l'annuncio delle sue dimissioni, qui da noi commentato a caldo e in video su La7 (clicca su immagine accanto o qui), e il suo "invito" a chi "ha vinto" a fare le sue proposte.
Il presidente del Consiglio ha anticipato al capo dello Stato il contenuto della conferenza stampa in cui ha annunciato il proprio passo indietro. L'inquilino del Colle gli ha proposto di verificare la possibilità di un governo-bis, ma ha ricevuto il no netto del segretario del Pd. Assai probabili le consultazioni con i partiti, due gli scenari in campo: un nome che riesca a raccogliere una maggioranza per permettere l'approvazione di una legge elettorale oppure un governo del presidente

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Corriere Economia: Veneto & Vicenza, il più grande crac bancario di sempre

ArticleImage Le due ex popolari del Nordest hanno bruciato valore per oltre 15 miliardi di euro, coinvolgendo 200 mila risparmiatori. Il più grande crac bancario della storia della repubblica italiana. Il buco che si è venuto a creare nei conti della Banca Popolare di Vicenza non ha eguali nel passato. L’unico caso che si avvicina è il contemporaneo crac della vicinissima Veneto Banca: una voragine di 8,75 miliardi sotto Monte Berico (6,25 miliardi di capitalizzazione; 1,5 da Atlante, 1 di perdite a bilancio); un’altra pari a 6,5 miliardi a Montebelluna (5+1+0,5). Assieme hanno bruciato – secondo stime prudenziali – 15,25 miliardi, con il coinvolgimento di 205 mila risparmiatori. Il tutto in meno di tre anni.

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CorVeneto: Ex popolari, l’incertezza sulla riforma può pesare sui fondi per le conciliazioni

ArticleImage Il governo cercherà forse di tamponare con un decreto che dovrebbe chiudere le falle; per il resto si tratta di attendere che la Corte Costituzionale si pronunci. Sperando di non dover mettere sul tavolo soldi cash. Il tema che il Consiglio di Stato ha girato alla Consulta due giorni fa, comunque sia, rispetto alla presunta illegittimità, da parte degli istituti di credito, di negare o limitare la liquidazione delle azioni correlate al diritto di recesso, ha dato una scossa a tutto l’impianto del decreto di riforma delle grandi banche popolari con attivi al di sopra degli 8 miliardi. Bisogna capire come una sentenza in questa direzione possa pesare sui conti. Per restare in Veneto, di Veneto Banca (che dovrebbe liquidare i 219 soci che hanno chiesto il recesso per 14,7 milioni) e della Popolare di Vicenza (1,7 milioni).

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Il 'no' travolge Renzi, oggi dimissioni - Le borse asiatiche aprono in calo, euro perde l'1,2% sullo yen

ArticleImage (ANSA) - ROMA, 5 DIC - Con quasi il 60% il No stravince al referendum costituzionale e Renzi annuncia che oggi salirà al Colle per dimettersi. Altissima l'affluenza alle urne, oltre il 68%; il 30% nel voto all'estero. Il Sì vince solo in Emilia Romagna, Toscana, Alto Adige e all'estero. In conferenza stampa a Palazzo Chigi il premier si assume "tutte le responsabilità" di una sconfitta "straordinariamente netta" e si commuove ringraziando moglie e figli. "Ha vinto la democrazia, subito al voto con l'Italicum", afferma Grillo. "Pronti a votare con qualsiasi legge elettorale", gli fa eco Salvini. Attesa ora la risposta dei mercati all'esito del referendum italiano. In calo le aperture delle borse asiatiche (Tokyo -0,41%, Shanghai -1,23%), con l'euro ai minimi da 20 mesi (-1,2% con lo yen).

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I commenti al referendum di Laura Puppato e Roberto Ciambetti

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Aggiorniamo qui i primi commenti locali dopo la nostra nota e dopo le considerazioni del Psi del Veneto

Referendum, Laura Puppato: "L'Italia perde una grande occasione"

"Credo che stanotte l'Italia abbia perso l'occasione di approvare una buona Riforma, che avrebbe messo in difficoltà burocrazia e vecchia politica, abituata a galleggiare, anziché a fare". Lo dice Laura Puppato, commentando i risultati al referendum.

"Nei dibattiti sono emerse tutte le positività della Riforma, ma purtroppo in molti hanno cercato di terrorizzare parlando di inesistenti rischi di dittatura o, come in Veneto, di commissariamento della sanità - ha aggiunto - certo non perde Renzi e il Governo che ottiene comunque un 40% contro un 60 che raggruppa elementi molto diversi che non riusciranno mai neppure a sedersi allo stesso tavolo. Politicamente questo risultato dimostra ancora una volta la debolezza degli avversari che, sconfitto Renzi, non avranno alcun progetto per governare il paese".

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Matteo Renzi si dimette subito dopo l'esito del referendum dando un grande esempio: "ora chi ha vinto proponga cosa fare". Ma fronte variegato del No forse non ha capito la sua sfida beffarda: al voto vincerà lui col 40%

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Chi mi conosce sa che non ho mai idolatrato Matteo Renzi pur apprezzandone la sua volontà di fare, magari spesso non bene, e non quella altrui solo di parlare, magari sempre di fuffa. Ma stasera il presidente del consiglio che ha concesso, appena è parso chiaro l'esito del referendum, la "vittoria" al fronte del No variegato, ma non certo in senso positivo come il gelato variegato a qualcosa, ha dato anche una lezione a tutti i politici che si sono coalizzati, senza un progetto comune per il futuro, contro di lui e la riforma che alcuni, Forza Italia, avevano votato, salvo cambiare idea per beghe e calcoli utilitaristici, per trovarsi ora drammaticamente davanti alla responsabilità che il voto ha concesso loro e che Renzi ha materializzato con le sue immediate dimissioni.Quest'ultimo forse sì, da come è sembrato cadere nel vuoto dopo che Renzi ha parlato passando il testimone a chi oggi festeggia il No e che domani non potrà dic erto offrire una qualunque alternativa congiunta al popolo italiano.

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Referendum, il No avviato a una larga vittoria. A Vicenza sconfitta meno pesante per il Sì

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A un'ora dalle urne chiuse per il referendum costituzionale l'andamento dei dati nazionali indica una larga vittoria del No con una differenza che si aggira attorno a 20 punti di distacco (60% a 40%): a Vicenza città la forbice tra il Sì e il No si attesta invece a 10 percentuali a favore del No (alla fine 53-47% in città). C'è forte scoramento nella sede del Partito Democratico di Vicenza, semivuota (foto): presenti la segretaria provinciale Veronica Cecconato e il deputato renziano Filippo Crimì che commenta: "si profila un risultato del Pd attorno al 40% che è rimasto quello delle ultime elezioni europee". Il premier Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni e la crisi di governo. 

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Al referendum stravince un No composito, ma concordiamo con Psi del Veneto: ha vinto il popolo italiano che ha votato in massa

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Riceviamo da Luca Fantò, Segretario regionale del PSI Veneto, un commento al risultato refefendario che ci trova concordi

Oggi ha vinto il popolo italiano che in massa si è recato a votare. L'Italia ha risposto a quei sostenitori del SI e del NO che prospettavano la fine della democrazia. Il PSI del Veneto esprime la propria soddisfazione per la prova che il popolo italiano ha saputo dare. La Politica è tornata ad appassionare gli italiani, ed è questo il vero successo del referendum costituzionale. Ha votato quasi il 70% degli aventi diritto, ha vinto la Costituzione. Non schierati sugli spalti delle tifoserie, eretici come sempre, spesso non capiti, noi socialisti ci siamo battuti per informare i cittadini. Decine i dibattiti organizzati in questi mesi dal PSI Veneto e volti ad informare la cittadinanza. La Costituzione non appartiene ad una parte ma a tutti i cittadini italiani. I socialisti del Veneto, col loro a impegno, hanno inteso onorarla. Ora è tempo di pensare al futuro. Il risultato del referendum non ferma il cambiamento ma propone un cambiamento diverso.

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Comune di Altavilla: avviso deposito variante 12 al P. I.

Il direttore della terza area sportello unico per l'edilizia ai sensi dell’art. 18 della legge regionale del 23 aprile 2004, n. 11 rende noto che nella seduta di consiglio comunale del 20/07/2015 e' stata adottata con deliberazione n. 40 la dodicesima variante al piano degli interventi.

Clicca qui per avviso di deposito variante 12 al P.I.

Poker & Casinò

Dal poker sul cellulare al casinò di Vegas

Quest'anno il WSOP 2014 ha ospitato l'azzurro Salvatore Bianco, una grande promessa del poker internazionale. Il giocatore che da qualche mese vive in Slovenia si è classificato 56 esimo al torneo Monster portando a casa più di 21.000 dollari. Salvatore confida alla stampa di coltivare la passione per le carte fin da piccolo. Oggi si diverte allenandosi e passando il tempo giocando a poker sul cellulare tra un viaggio e l'altro in giro per il mondo. Dice inoltre di essersi iscritto al torneo "Monster" per caso cercando di recuperare del cash perso la sera precedente.

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