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Quotidiano | Categorie: Informazione, Politica

Alla Regione fai il consigliere, ma quanti euro metti nel paniere?

ArticleImage Chi è che non sogna uno stipendio da 8 mila euro netti al mese? A quanto pare i consiglieri della Regione Veneto. Secondo la tabella riportata dal Giornale di Vicenza di oggi, 12 gennaio 2017, a palazzo Ferro Fini le paghe riguardanti l'anno 2016 sono da capogiro. Eppure un taglio con il decreto emanato dal precedente governo Monti era stato fatto. Il totale dei compensi netti dei 51 politici corrisponde esattamente a 409.500 euro al mese ovvero circa 5 milioni di euro l'anno. Nella lista presentata dal quotidiano locale, appaiono le "invidiate" cifre unite alla presenza in aula dei consiglieri. Si aggiudicano il podio con 8.400 euro mensili Barison Massimiliano (FI - 100% presenze), Sergio Berlato (Fdi - 100% presenze), Boron Fabrizio (Zaia Presidente - 92% presenze), Calvazara Francesco (Zaia Presidente - 92% presenze), Casali Stefano (Lista Tosi - presenze 96%), Ferrari Franco (Moretti Presidente - presenze 98%), Forcolin Gianluca (Lega Nord - presenze 98%), Guadagnini Antonio (Siamo Veneto - presenze 96%), Moretti Alessandra (Pd - presenze 70%) e Negro Giovanna (Veneto del Fare - presenze 99%). Ultima posizione per il consigliere Gidoni Franco (Lega Nord -presenze 99%) con il "povero" compenso di 6800 euro mensili.

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Quotidiano | Categorie: Informazione

Per il sesto anno consecutivo la rete Internet è meno libera

ArticleImage Freedom House, ong statunitense fondata nel 1941 e che riceve l’86% dei finanziamenti dal governo federale americano, ha pubblicato il report Freedom on the Net 2016 raccogliendo dati relativi a 65 Paesi in tutto il mondo, che coprono circa l’88% degli utenti totali a livello globale. Nel report, consultabile liberamente sul sito della ong,  si legge come i due terzi degli utenti internet vivano in Paesi nei quali viene praticata una forma di censura. Il 27% degli internauti globali abitano in Paesi nei quali alcuni connazionali sono stati arrestati per aver pubblicato, condiviso, o solo espresso compiacimento verso contenuti circolanti nei social media.

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Quotidiano | Categorie: giornalismo , Informazione, Fatti

"Pure Merkel vieta il burka". Falso conclamato del GdV, BPVi like. Il diritto alla libertà di stampa implica il dovere di evitare le falsità: a decidere siano i lettori e non gli "scrittori"!

ArticleImage Oggi l'ineffabile Giornale di Vescovi si esibisce in un'altra perfomance che se non fosse preoccupante potremmo definire, visto il periodo, da medaglia d'oro olimpica...  del "falso conclamato". Si sa, è normale "tirare per il collo" i titoli, esagerando, per attirare gli scarsi lettori ma da qui a titolare con un falso ce ne passa. Anzi no, ce ne passerebbe perchè ci siamo abituati così tanto a questo malvezzo che nello scegliere un esempio passato a conferma, che so, sui titoli che esultavano alle performance da Re Mida di Gianni Zonin e della sua Banca Popolare di Vicenza (sua quando incassava lauti compensi o assegnava fidi anche a chi non aveva requisiti di affidabilità, dei 118.000 e passa soci quando c'è stato da rimetterci 6 e passa miliardi, indotto escluso) titoli e foto inneggianti al dux della finanza locale con ambizioni imperiali erano così tanti che lasciamo a voi sceglierne, con la memoria, uno, se li leggevate (il passato è d'obbligo oltre che consigliato per i vostri portafogli ancora aggredibili dalle verità di comodo).

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Quotidiano | Rassegna stampa | Categorie: Banche, Informazione, Economia&Aziende

Il Sole 24 Ore: focus su NPL Popolari venete. BPVi con almeno 8 mld da piazzare sta peggio di Veneto Banca e suo rating è B-. Ma c'è chi sul web prende colpo di... sole e inverte dati

ArticleImage "Per Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca obiettivo di cessione totale degli Npl" titola Il Sole 24 Ore il lucido articolo odierno di Katy Mandurino che, però, presenta un passaggio che ha indotto in grave errore chi prova a scrivere localmente su Internet di economia e finanza non solo senza saper leggere un bilancio, umano, ma senza neanche saperlo, o volerlo, scaricare, diabolico, dal sito ufficiale della Banca Popolare di Vicenza nel caso non ne avesse seguito almeno le ultime vicende. Senza voler pensare a un addomesticamento pro BPVi (ma tutto è possibile se una "Voce" non è realmente indipendente) del mezzo che da tempo ci scopiazza, male, e che altrettanto fa con l'Ansa, che noi paghiamo e altri no, fa specie leggere la sintesi che fa dell'articolo di Mandurino sulla questione NPL: "Per Montebelluna si tratta di circa 7,7 miliardi di euro da cartolarizzare. Meno grave su questo fronte la situazione di BpVi. Certo, il cda che si riunirà il 5 settembre non si troverà di fronte ad una buona semestrale, ma gli npl qui pesano "solo" per 1,9 miliardi"). 

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Quotidiano | StranIeri, italiani oggi | Categorie: Informazione, Politica

Profughi, lotte politiche e mediatiche. Duro Achille Variati: "Centro sociale Bocciodromo, pseudo movimento che si limita a gridare”. Ma non lo chiude: “non voglio tensioni”

ArticleImage La "via dei profughi" ha acceso ancor di più lo scontro sull'immigrazione a Vicenza. I nuovi arrivi in alcuni appartamenti vicino all'hotel Adele in via Medici ha alimentato lo scontro politico tra gli esponenti di centrodestra e centrosinistra. Il Partito Democratico di Vicenza ieri ha preso posizione per fare il punto sui numeri dei richiedenti asilo arrivati in città e provincia, facendo risaltare il "solito allarme nei titoli di alcuni quotidiani locali" e puntando il dito contro i sindaci, definiti razzisti, dei comuni vicentini che dicono no alla loro piccola quota di profughi. 

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Quotidiano | Categorie: Informazione, Fatti

A Vicenza l'Oscar del cattivo giornalismo: le veline diventano interviste, si ruba l'Ansa, sindacalisti bancari fanno i giornalisti. Un passo avanti? C'è chi copia VicenzaPiu.com

ArticleImage VicenzaPiù nasce il 25 febbraio 2006 su un unico presupposto che è  la correttezza verso i lettori e tutti gli "utilizzatori" delle nostre testate, nel tempo sempre di più orientate all'informazione online nelle sue varie declinazioni (VicenzaPiu.com sul web, streaming tv con tanto di App iOs e Android per VicenzaPiùTv, quotidiano, settimanale e mensile in pdf tutti con suffisso "+" ...) e riservando alla carta sempre di più il ruolo nobile dei documenti (ne è prova il n. 288 di VicenzaPiù diventato "Vicenza. La città sbancata", il libro denuncia delle amnesie dei media ufficiali della città che ha sfondato anche nelle librerie e su Amazon. Il patto con i nostri "utenti" è stato trascritto in quella che è una sorta di carta dei diritti dei lettori, degli investitori pubblicitari e, di conseguenza e come obiettivo, dei nostri collaboratori.

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Quotidiano | Rassegna stampa | Categorie: Informazione

VicenzaPiù diritti: la "carta dei diritti" dei lettori, degli inserzionisti e dei giornalisti

ArticleImage Articolo 1 della Carta dei doveri dell'Ordine dei Giornalisti

"Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile"

Nell'esercizio di questo dovere, che l'editore e il direttore pretendono che sia continuo, puntuale e scrupoloso, pur se non privo di rischi e di errori, c'è l'elemento distintivo delle testate del network VicenzaPiù: il rispetto dei diritti dei lettori, degli inserzionisti e in un tutt'uno, capirete perchè, dei giornalisti stessi. Avere un'informazione sui fatti che non li selezioni in base alla linea editoriale e li racconti, tutti e comunque, a chiunque facciano comodo e, soprattutto, non facendosi condizionare da chi li vorrebbe nascondere è il primo, fondamentale diritto dei lettori. Mentre diritto inalienabile degli inserzionisti è avere una visibilità reale dei propri messaggi promozionali non "cancellati" dall'affollamento pubblicitario dei troppi banner, per giunta spesso eliminati, e quindi pagati per nulla, dai moderni programmi di Ad Block (Advertising Block, blocco della pubblicità, ndr), oppure così invasivi da infastidire invece che attirare il lettore.

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Quotidiano | Categorie: Informazione, Fatti, Economia&Aziende

Rcs all'editore Cairo col 48,8% delle azioni. E Il Manifesto torna alla sua cooperativa. VicenzaPiù: "è la stampa bellezza!"

ArticleImage "All'ultimo giorno delle offerte su Rcs le adesioni comunicate da Borsa Italiana vedono la cordata Bonomi raggiungere con l'Opa il 37,7% circa del capitale, contando anche il 24,7% già detenuto dal veicolo Imh. L'Ops di Urbano Cairo raggiunge il 48,8%. All'Ops di Cairo sono state apportate 254,7 milioni di azioni (il 48,8% del capitale), mentre all'Opa Bonomi 67,48 milioni di azioni, pari al 16,7% dei titoli oggetto di offerta". Questo è il lancio Ansa che alle 21.18 ha sancito che, fatte salve le verifiche future sull'attuazione del suo progetto, un editore di professione, Urbano Cairo, si è imposto contro i cosiddetti "salotti" del vecchio modo di gestire la stampa italiana. Da domani Il Corriere della Sera e i suoi media "collaterali" potranno occuparsi dei lettori senza diktat di interessi che non siano quelli dettati da un piano editoriale che punti sulla crebilità dell'informazione per guadagnare consensi e risorse. 

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Quotidiano | Categorie: Informazione

Pfas: una vera bufala, del quotidiano locale. Per analisi in 10 anni 100 mln, non 1 miliardo

ArticleImage Minuto 39 circa del video da noi pubblicato (clicca qui) della conferenza stampa di ieri, 30 maggio 2016, dell'amministratore delegato Antonio Nardone della Miteni, finita nell'occhio del ciclone per le problematiche legate alle precednti produzioni di Pfas: il collaboratore del quotidiano confindustriale locale chiede all'Ad la sua opinione sull "miliardo di euro" di spese previste in dieci anni dalla regione Veneto per gli esami medici di decine di migliaia di cittadini possibili vittime dalla eventuale tossicità delle sostanze perfluoroalchiliche. Al di là dell'ovvia risposta di Nardone, che non poteva entrare nel merito e si limitava ad affermare che ogni euro speso per la salute è ben speso, ci tornavano alla mente i dubbi da noi espressi su quella cifra qualche giorno fa quando titolavamo così: "PFAS, per le analisi 100 milioni di euro annui per 10 anni? Cardini: una cifra iperbolica. Ma i numeri ballano... e incombono mega appalti...". 

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Quotidiano | Categorie: Informazione

"Bordello d'Europa": il titolo che avremmo voluto fare noi. Sull'hotel? No, sulla BPVi

ArticleImage Dopo aver letto oggi all'alba (lavorativa, s'intende) i maggiori quotidiani nazionali ho, invece, ritardato fino a pochi minuti fa (e ce ne dispiace) l'obbligo professionale di sfogliare la, cosiddetta, stampa locale, che è sempre una delle migliori fonti se non di informazione almeno di "ispirazione". La sua lettura oggi l'ho rinviata, ora dopo ora, per inseguire la conclusione di un lavoro complesso portato avanti da tempo con i miei collaboratori e che la nostra redazione conta di mettere a disposizione a breve dei nostri lettori, con una dedica particolare ai 118.000 soci della Banca Popolare di Vicenza che hanno visto azzerati i loro investimenti e, peggio, i loro risparmi dalla gestione dell'indagato Gianni Zonin (signore e cavaliere ci sembrano qualificativi superati dalla cronaca). 

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Commenti degli utenti

ieri alle 21:01 da Kaiser
In Il racconto di Mattia Stella al termine del mandato di presidente Arcigay di Vicenza

ieri alle 19:30 da MicheleL
In Il racconto di Mattia Stella al termine del mandato di presidente Arcigay di Vicenza
@GPietrobelli, di cosa sta parlando? La sodomia non è mai stata nel DSM. Temo che lei confonda omosessualità con sodomia, ignorando al tempo stesso che non tutti gli omosessuali la pratica e che quasi il 10% degli eterosessuali la apprezzano. Questo non è un canale TV, nessuno la obbliga a cliccare il video e a guardarlo. Fosse stato anche di 10 ore, la De Mari che c'entra? Non ha alcuna autorevolezza, tranne che come scrittrice fantasy. E le cose che dice non sono meno fantasiose dei suoi romanzi, tanto è vero che è l'unico medico su centinai di migliaia che sostiene certe assurdità omofobe. La De Mari incita all'odio, al pregiudizio, con pretesti medici infondati, un po' come lei che pensa che la derubricazione dell'omosessualità dal DSM sia avvenuta per motivi politici, mentre basterebbe che si informasse sui lavori di E. Hooker, per capire quanto questa misura fosse anche al tempo motivata e basata sulle evidenze. Le stesse che oggi fanno che nessuna persona onesta pensa che l'omosessualità sia una patologia o che la pedofilia non sarebbe un fatto grave (si legga la posizione ufficiale dell'APA, visto che evidentemente non la conosce).

@FrancoZappolin. L'ideologia è quella della De Mari, per sua stessa ammissione (fede e non ragione), così come l'odio è il suo (autodefinitasi omofoba). Non c'è motivo per dare eco alla De Mari, tranne che per le sue pubblicazioni fantasy. Quanto a fondamentalista religiosa e ideologa è davvero di modesta statura e si permette di criticare tutto e tutti (incluso il Papa), convinta di avere la Verità in tasca in modo ancor più paradossale del già sfacciato Belpietro, diffamatore e calunniatore (in via definitiva), già a servizio del Berlusconi delle Olgettine e della corruzione di giudici.
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