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Quotidiano | Categorie: Banche, Libri, Economia&Aziende, Rassegna stampa

«Il grande imbroglio» delle popolari: traditi i risparmiatori. Ma l'autore Stefano Righi ha fiducia in quanto fatto finora da Iorio e Carrus

ArticleImage Cosa unisce la crisi di Popolare Vicenza e Veneto Banca ai quattro fallimenti pilotati di Etruria, Ferrara, Marche e Chieti? «L'aver tradito la fiducia dei soci». Casi diversi, per dimensione e stato di salute, è vero. Ma in fondo non dissimili, nel loro nocciolo profondo. La risposta secca è di Stefano Righi, giornalista del Corriere della Sera, esperto di economia e finanza, ben noto in Veneto oltre che per le sue origini padovane anche per la passione con cui ha seguito la parabola delle due popolari non quotate venete, dai trionfi al crollo. E la fiducia tradita è l'elemento che spiega il perché i casi di Vicenza e Montebelluna trovino ampio spazio nelle pagine de «Il grande imbroglio», il libro che Righi ha da poco mandato in libreria per i tipi dell'editore Guerini e associati.

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Quotidiano | Categorie: Banche, Economia&Aziende

Grazie a VicenzaPiù la BPVi "regala" lo streaming della pre assemblea alla stampa amica. Intanto Iorio si commuove. Come la Fornero?

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«Banca Popolare di Vicenza incontra mille Soci al Teatro Comunale. VicenzaPiùTv si offre per trasmetterlo in diretta streaming per tutti», così scrivevamo il 1º febbraio per invitare la Banca ad essere trasparente con tutte le migliaia dei soci impoveriti dalla sua mala gestio precedente e non solo, col migliaio di loro ammessi di fatto in via privilegiata, con pre iscrizione, alla pre assemblea di lunedì 8 febbraio al Teatro Comunale di Vicenza. Nessuna risposta alle due nostre mail inviate al responsabile delle relazioni con la stampa (sua inefficienza o cattiva educazione o... peggio dei vertici dell'istituto?).

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I movimenti dei "grandi" soci locali per BPVi e Veneto Banca prima della borsa. Ma a Vicenza è navigazione al buio per migliaia di piccoli soci mentre arranca l'economia locale

ArticleImage Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza si avvicinano alla scadenza più importante nella loro storia recente, la quotazione a Piazza Affari, la prima con chiarezza dopo la svolta assembleare che ha sancito davanti ai soci convocati in blocco la "rottura" col passato, la seconda tirata per il colletto di qua e di là da quelle che sembrano le solite pressioni e pulsioni locali,  storicamente e  "ambientalmente" favorevoli alle debolezze dell'Istituto in cui ha potuto regnare  da zar incostrato per decenni Gianni Zonin col suo "staff", dal tecnico Sorato al "politico" Zigliotto.

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Il Fatto: alle banche non basta essere grandi, servono tecnologia e... leggerezza nelle filiali. Un avviso a Padoan, Visco, BPVi & c.

ArticleImage Se nell'ultimo decennio aveste cercato un sistema quasi sicuro per perdere soldi, investire sul settore bancario sarebbe stata una delle migliori idee. E non solo su Monte dei Paschi di Siena, Carige, Veneto Banca, Pop Vicenza o le varie Etruria e Marche. A gennaio 2007, Unicredit capitalizzava a Piazza Affari 74 miliardi di euro ed era considerata la migliore del settore per redditività e potenzialità di espan- sione anche all'estero grazie ad acquisizioni in mezza Europa. Un gioiello. Soprattutto per Alessandro Profumo, l'amministratore delegato che incassava nel 2010 con le dimissioni (mentre il titolo era già in picchiata) un mega bonus da 40 milioni per "la creazione di valore generata sotto la sua guida".

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Bad bank e Spv, Special purpose vehicle: per capire come si può uscire dai «crediti cattivi»

ArticleImage Bad bank, la "banca cattiva", e Spv (Special purpose vehicle). Molti diranno che tutte le banche sono cattive (come dice la solita battuta , sono quegli istituti che ti prestano l'ombrello quando splende il sole e lo rivogliono indietro quando piove). Ma la Bad bank (d'ora in poi abbreviata con BB) configura uno specifico tipo di banca, i cui pro e i cui contro sono esposti nelle domande e risposte qui di seguito. Allora, cos'è la BB? Prima di rispondere a questa domanda, chiediamoci quali sono le circostanze che costringono a ricorrere a una BB.

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Il «bail-in» fa crescere banche online: al top per sicurezza Fineco, Mediolanum, Fideuram, Banca Generali, Webank, IwBank, CheBanca

ArticleImage È vero: ciò che una mano toglie, l'altra dà. Un primo effetto del temibile bail-in è che diversi clienti delle banche tradizionali si stanno riversando in quelle con i promotori. Il salvataggio interno, che coinvolge gli obbligazionisti e i correntisti sopra i 100 mila euro in caso di fallimento della banca, sta spingendo i risparmiatori verso chi può aiutarli con consulenza sul portafoglio titoli. Cercano consigli.

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Visco: non fu Bankitalia lo sponsor della Banca Popolare di Vicenza con l'Etruria

ArticleImage Un'ampia, minuziosa ricostruzione della vicenda delle quattro banche locali andate in default e messe in risoluzione il 22 novembre scorso. Nel suo intervento al Forex, Ignazio Visco ha sottolineato, tra l'altro, che la decisione di porre una banca in amministrazione straordinaria non è mai una scelta che si fa a cuor leggero. Ma si compie, a valle di molti interventi, per cambiare la governance, verificare nuovi piani industriali, sollecitare il rafforzamento patrimoniale o la vendita di rami di attività «a fronte di ingenti perdite e gravi irregolarità, tali da compromettere il rispetto dei coefficienti patrimoniali, quando non è più possibile che gli amministratori delegati dalla proprietà assicurino un credibile programma di risanamento aziendale».

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In scia al Banco popolare - BPM: fusioni dopo Borsa per BPVi e Veneto Banca, non fra di loro

ArticleImage Veneto Banca passo successivo della fusione Banco popolare-Popolare di Milano? «La ritengo un'operazione fattibile, ma percentualmente molto difficile da eseguire. Vedremo. Io non lascio chiusa alcuna porta». Se la fusione Verona-Milano pare fatta, per le altre banche venete è già ora di guardare a cosa succederà dopo. Lo sa bene anche Cristiano Carrus, amministratore delegato di Veneto Banca, al rientro da Torino, dal convegno del Forex, l'appuntamento clou dei banchieri a gennaio, in origine previsto a Vicenza per festeggiare i 150 anni di Bpvi e poi emigrato a Torino per la crisi della popolare.

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Grazie a Matteo Marzotto Popolare di Vicenza non fa rima con trasparenza: partecipazioni e pegni senza risposte. E incombe una sentenza

ArticleImage Mentre è sotto warning, sia pure controllato, la fuoriuscita dalla Banca Popolare di Vicenza di depositi (tre miliardi negli ultimi 45 giorni secondo le fonti da noi riportate ieri) si susseguono le voci di spaccature all'interno del Cda, probabilmente per i timori che il futuro Consiglio di Amministrazione, quello che arriverà con la Spa quotata in Borsa, possa aprire l'azione di responsabilità contro chi dell'attuale fa parte fin dai tempi dei già indagati Zonin, Zigliotto e Sorato, ma ufficialmente anche per il ritardo del presidente Dolcetta nel comunicare le richieste della BCE sulle coperture delle sofferenze.

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BPVi muta anche sullo 0,65% in Nomisma, Dolcetta muto a lungo con Cda su richieste BCE su sofferenze. E 3 miliardi mutano banca

ArticleImage Il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Stefano Dolcetta - scriveva ieri, 26 gennaio, Sofia De Marchi su VeneziePost -, avrebbe comunicato ai consiglieri soltanto nella riunione del 15 gennaio le richieste che l'istituto di vigilanza, la BCE, «aveva inviato il 26/11 sulla situazione dei crediti deteriorati e sulle coperture da mettere in atto... Da qui il malumore di buona parte del consiglio di amministrazione. Il documento, infatti, sarebbe pervenuto già il 26 novembre ma reso disponibile solo il 15 gennaio, ben 50 giorni dopo. Perché? Non si sa ma il malumore è forte e non giovano alla salute della banca, già precaria, spaccature proprio nel Cda».

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